L a s o s t e n i b i l i t à d e l l a n o s t r a a z i e n d a

Siamo estremamente attenti alla sostenibilità ambientale di tutte le pratiche e i processi aziendali.

ENERGIA

MATERIALI

I nostri materiali sono il più possibile sostenibili e a basso impatto ambientale:

– Bottiglie leggere: una bottiglia normale pesa circa 500/600 gr. Noi scegliamo bottiglie leggere che pesano solo 350/400 gr. La nostra produzione del 2019 si assesta sulle 6500 bottiglie. Scegliendo una bottiglia leggera togliamo dal peso trasportato più di 1000 kg. C’è da considerare poi anche il costo energetico di produzione della bottiglia che sicuramente si abbassa. Le vetrerie valutano un consumo energetico per ogni chilogrammo di vetro prodotto, compreso il costo energetico di trasporto e di smaltimento, intorno ai 15 MJ (Mega Joule), equivalenti ad un emissione di circa 2,7 chilogrammi di CO². Con un rapido calcolo con l’annata 2019 abbiamo risparmiato al pianeta circa 3 tonnellate di CO², solo con la scelta della bottiglia!

– Tappi: abbiamo scelto un tappo tecnologico, che ci garantisca l’integrità organolettica del nostro vino, ma soprattutto che sia sostenibile. E’ composto di polimeri di origine naturale, completamente biodegradabili e riciclabili. La formulazione brevettata della linea Nomacorc Green Line si basa su polimeri vegetali estratti dalla canna da zucchero, una fonte di materie prime 100% rinnovabile. (fonte https://www.vinventions.com/it/nomacorc-sustainability )

– Capsule: abbiamo scelto capsule prive di PVC composte da soli materiali ecologici

PROGETTI DI SOSTENIBILITA'

VINERY PLASTIC FREE (Vigna senza plastiche)

L’agricoltura moderna fa uso massivo di plastiche soprattutto sui consumabili usa e getta.

In una vigna si usano molto fili, legacci in ferro ricoperti di plastica o tubetti plastici come leganti di sostegno per le piante.

Appena entrati nella vigna che stiamo conducendo ci siamo accorti che tutti i fili di sostegno dell’impianto erano intrisi di laccetti ferro-plastici lasciati lì dagli anni precedenti. Le plastiche logicamente non si degradano e quindi sono quasi totalmente intonse anche dopo diversi anni. Tanti di questi cadono malauguratamente nel terreno inquinando il suolo.

Abbiamo così iniziato un progetto di bonifica totale di tutti i materiali da legatura ricoperti di plastica.

Per la legatura dei tralci da quest’anno stiamo utilizzando un tipo di filo di ferro ricoperto da una guaina biodegradabile fotosensibile, che nell’arco di una stagione circa si degrada senza lasciare inquinanti nel campo.

Inizieremo dal prossimo inverno a sostituire tutti i tubetti plastici verdi che tengono legate le sommità dei tronchi delle vigne. Li andremo a sostituire con leganti in vimini o caucciù, totalmente naturali.

Una volta finita la bonifica andremo a calcolare il peso della plastica raccolta prima di conferire questo rifiuto presso un centro raccolta autorizzato.

Nome del progetto: Vinery plastic free

Durata del progetto: 5 anni

Step realizzativi: raccolta legacci ferro-plastici (3 anni), sostituzione legacci ferroplastici (1 anno), sostituzione legacci plastici con vimini o caucciù (5 anni).

VINERY TREE (alberi in vigna)

Nel nostro vigneto stanno nascendo spontaneamente numerosi alberi ad alto fusto.

Si tratta di quercie (Roverella, Rovere), noci, olmi, bagolari, gelsi, sanbuchi, ecc.

Abbiamo fatto un pensiero: quanti anni impiega un albero a diventare “adulto”, alto con una chioma adeguata? 20 anni, forse 30!

Il pensiero conseguente è stato: il nostro vigneto quanto vivrà ancora, prima di un reimpianto in un altro appezzamento? Forse 10 o 15 anni visto che ha già 25 anni di età.

Quindi, se dovessimo piantumare degli alberi dove ora c’è il vigneto dal momento in cui andremo a togliere il vigneto stesso, avremo perso circa 15 anni di crescita.

Vogliamo quindi allevare alcuni alberi all’interno del nostro vigneto per non perdere questi 15 anni di crescita. Questo comporterà che alcune piante di vite saranno a ridosso di tali alberi.

Secondo le modalità di coltivazione dei vigneti moderni, a parte un po’ di leggero inerbimento tra un filare e l’altro, non deve esistere nulla se non le piante di vite. Una monocultura a tutti gli effetti, con le conseguenze sull’ambiente che vanno dall’abbiatimento della biodiversità fino alla desertificazione dei suoli.

Noi invece vorremmo ricreare la biodiversità agricola di un tempo, in cui gli appezzamenti erano relativamente piccoli (tanto che a Verona l’unità di misura agricola è il “Campo veronese” 3.000 metri quadri che è meno di un terzo di ettaro) e ai margini c’erano dei fossi, e soprattutto degli alberi ad alto fusto, come i salici, da cui si ricavavano le “stroppe” (legacci naturali).

Un tempo addirittura i vigneti venivano realizzati negli spazi tra alberi ad alto fusto da cui partivano i fili per i sostegni dei tralci. Erano utilizzati in particolare i gelsi le cui foglie servivano per allevare i bachi da seta.

La biodiversità agricola è un nostro obiettivo primario!